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        <description><![CDATA[Facebook Magazine]]></description>
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        <lastBuildDate>Sat, 04 Sep 2010 20:40:16 GMT</lastBuildDate>
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            <title>Gli amici di Sarah: «L'hanno presa Ormai siamo sicuri che è morta»</title>
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            <description><![CDATA[<span style="color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px" class="Apple-style-span"><h2 style="margin-top: 0.2em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.9em; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: normal; font-style: italic; font-size: 1.7em; font-family: Georgia, Palatino, serif; vertical-align: baseline; color: #535a5b; line-height: 1.4; border-width: 0px; padding: 0px"><span style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 24px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"><a href="http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_04/buccini-sarah-rapita-amici-ora-morta_af75abd2-b7fa-11df-927f-00144f02aabe.shtml#"><img src="http://dizionari.corriere.it/ScopriTraduci/images/info.gif" border="0" title="Esplora il significato del termine: «Abbiamo brutte sensazioni. Prima passavamo le serate al bar a raccontarci barzellette, la coccolavamo»    Il profilo Facebook di Sarah ScazziAVETRANA (Taranto) - Piove. Piove così duro che i sub devono sospendere le ricerche a mare appena iniziate. Lui sbuca nella pioggia da un furgone Fiat rosso ruggine, quello che gli serve per fare le consegne di volantini, il suo lavoro. E dice misterioso: «Venite dentro, al bar non ci parlo con voi». Dentro, dal sedile del guidatore, si gira e sussurra: «È morta, sono sicuro che Sarah è morta». Carlo Alessio ha 27 anni, una barba che gliene fa dimostrare dieci di più e una fissa, la fisima della vita: diventare una star rockettara. «Suono da quando c’ho dieci anni, ho fatto tre cd, se cerchi " /></a></span>«Abbiamo brutte sensazioni. Prima passavamo le serate al bar a raccontarci barzellette, la coccolavamo»</h2><div id="content-to-read" style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px"><strong></strong></p><strong><strong><table border="0" width="1" class="foto-h-left" align="left" style="margin-top: 0px; margin-right: 1em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: solid; border-color: #919292; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-collapse: separate; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ededed; float: left; clear: left; border-width: 1px; padding: 0px"><tbody><tr style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"><td style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: bold; font-style: inherit; font-size: 0.8em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; text-align: left; line-height: 1.4; border-width: 0px; padding: 0.5em; margin: 0px"><img src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2010/09/04/sarah--180x140.JPG" border="0" alt="Il profilo Facebook di Sarah Scazzi" title="Il profilo Facebook di Sarah Scazzi" width="180" height="140" align="left" /></td></tr><tr style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"><td style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: bold; font-style: inherit; font-size: 0.8em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; text-align: left; line-height: 1.4; border-width: 0px; padding: 0.5em; margin: 0px">Il profilo Facebook di Sarah Scazzi</td></tr></tbody></table></strong>AVETRANA (Taranto) -</strong> Piove. Piove così duro che i sub devono sospendere le ricerche a mare appena iniziate. Lui sbuca nella pioggia da un furgone Fiat rosso ruggine, quello che gli serve per fare le consegne di volantini, il suo lavoro. E dice misterioso: «Venite dentro, al bar non ci parlo con voi». Dentro, dal sedile del guidatore, si gira e sussurra: «È morta, sono sicuro che Sarah è morta». Carlo Alessio ha 27 anni, una barba che gliene fa dimostrare dieci di più e una fissa, la fisima della vita: diventare una star rockettara. «Suono da quando c'ho dieci anni, ho fatto tre cd, se cerchi "La guida instabile" su Internet, beh, sono io... ma adesso non fate sembrare che voglio pubblicità su 'sta storia!».<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px">&nbsp;</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px"><span style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: bold; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px">La «storia», da ieri un sequestro di persona anche per i fascicoli della Procura, è il rebus di questa fine estate,</span> per il quale ad Avetrana sono arrivati i profiler del Racis, gli specialisti dei carabinieri, ma s'aggirano anche veggenti e sensitivi, si spulcia Facebook e si spera persino nel satellite che forse, chissà, potrebbe aver ripreso qualcosa, il 26 agosto. Era giovedì, nove giorni fa, quando è sparita Sarah Scazzi, quindici anni, nei 700 metri che dividono la sua casa, vicolo II Verdi, dalla casa di Sabrina, la cugina mitica, 22 anni, quella che l'ha tirata nel giro dei grandi con Carlo, con Ivano, coetaneo di Carlo: uscivano a quattro da maggio, tornavano anche alle tre di notte, dodici anni di differenza coi due ragazzi, che diavolo c'entrava Sarah con loro? Nel furgone Fiat, Carlo si spazientisce: «Voi giornalisti dovete smetterla di scrivere baggianate sul giro degli amici! Se no poi i carabinieri si mettono a indagare su di noi ed è la strada sbagliata. Qualcuno se l'è presa, Sarah, e adesso, dopo tanti giorni, sono sicuro che è morta... non pensare male, giornalista, lei era la nostra mascotte, la coccolavamo, passavamo sere al Pub 102, qua vicino, a dirle barzellette... lei manco beveva, solo succhi di frutta... alla festa di San Biagio tutti i peluche del tirassegno li regalavamo a lei... Un porco se l'è pigliata». Ma chi poteva mai attrarre?, dicono paresse una bambina... «Macché, poteva attrarre eccome, hai voglia se poteva!», è la risposta, che suona come un'unghia spezzata su una lavagna.</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px"><strong>Tutto è così, quaggiù, sospeso tra l'innocenza più banale e il male più nascosto</strong>, come le fisime dark di Sarah (Sarah con l'acca, perché sprovincializza), Marilyn Manson e gli Slipknot nei poster appiccicati sul muro della sua stanzetta, tra demoni e teschi. Quella stanzetta tanto assurda e tanto comune, con due scaffali pieni dei peluche regalati da Ivano e Carlo: la camera che i genitori hanno mostrato e rimostrato dall'inizio, a tutti, anche ieri, aprendo cassetti, agende, album a qualsiasi richiesta. Perché questa è una storia asciutta, senza lacrime, in cui tutti sembrano recitare fuori copione, forse perché mamma Concetta e papà Giacomo sono così semplici da non avere mai imparato nemmeno a riconoscere le emozioni, o così umili da pensare di dover dire sempre sì ai «dottori» venuti da fuori paese; forse perché lui è via da anni, operaio a Milano, ormai con un'altra vita, torna solo d'estate e a chi gli chiede com'è la figlia dice «boh? Domandatelo a mia moglie»; forse perché lei, col suo henné rosso fiamma e le occhiaie profonde, diventata testimone di Geova nel periodo passato al nord col marito, è sfiancata da un'esistenza tosta e arida, e parla di Sarah come di una che passava: «Mai studiato, lei, stava tutto il tempo a ritagliare queste schifezze qua nella camera, maghi, zombie e vampiri, che non sono una bella cosa, no?».</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px"><span style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: bold; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px">Chissà se Sarah rabbrividiva qua dentro, chissà se anche da questo voleva scappare</span>, inventandosi un profilo Facebook da Buffy l'ammazzavampiri o aggrappandosi a Sabrina, appena un po' meno mitica di Avril Lavigne, mito dei miti, la cantante preferita. Per saperlo, ancora ieri Fabrizio Viva, il luogotenente di Avetrana, ha sentito tre ragazzine, tre amichette. Ora Sabrina scuote la testa, «ho brutte sensazioni, mi sa che è morta», dice, anche lei senza un decibel spettinato, mentre con la madre Cosima, sorella di Concetta, va da un fotografo a riprodurre il filmino di una festa da dare a una tv, perché nel dvd c'è Sarah, ci sono tutti loro. Le tv sono molto importanti in questa storia: dicono che Claudio, il figlio grande degli Scazzi, che oggi torna da Milano, precario in un call center, abbia passato giorni a contattare «le tv del nord». «Chi l'ha ammazzata non ha avuto proprio cuore» dice ancora Sabrina, e la frase suona incongrua come quella di Carlo sulla bellezza della ragazzina.</p><div id="rectangle right" class="right" style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; float: right; display: inline; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"><img src="http://oas.rcsadv.it/5/corriere.it/pp/cronache/L-23/1263936113/Bottom1/RCS/PF_TEST_COR_ROS_RCT_010910/code_simply.html/585a56777730772b3879594141742f4c?_RM_EMPTY_&kw1=http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_04/buccini-sarah-rapita-amici-ora-morta_af75abd2-b7fa-11df-927f-00144f02aabe.shtml&XE&Category=ATTUALITA&SubCategory=News&tax23_RefDocLoc=http://www.facebook.com/l.php&if_nt_CookieAccept=Y&XE" border="0" width="1" height="1" /></div><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; border-width: 0px; padding: 0px"><strong>In questo paese che non esiste, Sarah è un'occasione per esistere</strong>. Diventa importante persino il pupazzo «Spongie Bob» che le regalò Ivano, sicché lei scrisse sul diario «a Ivano voglio un sacco bene» e il ragazzo anche per questo è stato torchiato ore in caserma. Finché Sarah non si trova, acquista senso persino il budello di settecento metri da cui è svanita e che ieri il colonnello Di Blasio ha ripercorso, passo dopo passo, coi suoi carabinieri. Come se una porta, in quel budello di viuzze, si fosse aperta di botto il 26 agosto, ingoiando in un buco nero una bambina che cresceva in fretta.</p></div></span>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Sat, 04 Sep 2010 12:17:46 GMT</pubDate>
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            <title>Sarah, spunta un testimone  &amp;quot;Era sulla strada per il mare&amp;quot;</title>
            <link>http://www.magazinefb.com/primo-piano/195-sarah-spunta-un-testimone-qera-sulla-strada-per-il-mareq.html</link>
            <description><![CDATA[<span style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px" class="Apple-style-span"><h3 style="border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; color: #00386b; line-height: 17px; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px">Contatti con Facebook e Google per avere i contenuti web aggiornati. Si lavora anche su tabulati telefonici e sull´antenna su cui erano agganciati giovedì i cellulari. Nelle mani degli inquirenti una mole di elementi che permette di avere un quadro preciso. Escluso l´incidente perde peso anche l´allontanamento volontario, ci sono però delle variabili</h3><em class="author" style="border-style: initial; border-color: initial; font-weight: normal; font-style: italic; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; display: block; color: #555555; text-transform: none; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px">di MARIO DILIBERTO</em><div class="sidebar" style="border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; margin-top: 4px; margin-right: 8px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; width: 300px; float: left; border-width: 0px; padding: 0px"><p style="border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; position: relative; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"><img src="http://bari.repubblica.it/images/2010/09/03/085418830-6f690ea0-a892-4f6f-b76d-e54f56cc0e95.jpg" border="0" alt="Sarah, spunta un testimone  "Era sulla strada per il mare"" title="Sarah, spunta un testimone  "Era sulla strada per il mare"" width="300" /></p></div><p style="border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; border-width: 0px; padding: 0px">"L´ho vista. Camminava sul marciapiede vicino alla scuola. Si muoveva a passo svelto sulla strada del mare". Si apre uno squarcio nei dodici minuti in cui è racchiuso il mistero della scomparsa di Sarah Scazzi. Ad aprire quel varco è un trentenne di Erchie. Poco dopo le 14.30 del 26 agosto era in macchina in viale Kennedy. Stava andando al mare quando ha notato quello scricciolo biondo di 15 anni. L´ha notata attraversare lo spartitraffico che spacca in due la carreggiata. E l´ha seguita con gli occhi mentre procedeva sul marciapiede della scuola "Morleo". L´ha superata all´altezza di via Sanzio, che Sarah doveva imboccare per arrivare in via Deledda, dove c´è la casa della cugina.<br /><br />La notizia di un testimone girava da giorni ad Avetrana. Non era sfuggita ai segugi del luogotenente Fabrizio Viva, comandante della locale stazione. Ieri mattina il giovane è stato individuato e ascoltato. E lui, una volta convocato, ha confermato: "L´ho vista. Era sola". La sua testimonianza, ritenuta attendibile, restringe i minuti in cui dovrebbe essersi consumato quello che gli stessi investigatori oramai ritengono un sequestro. Questa nuova lettura della scomparsa di Sarah si è fatta avvanti ieri nel corso di un summit ad Avetrana con il procuratore Franco Sebastio, il pm Mariano Buccoliero, e il comandante provinciale dei carabinieri Giovanni Di Blasio.<br />Si sono esaminati i risultati di nove giorni di vane ricerche e indagini convulse. Si è convenuto di accantonare l´ipotesi iniziale di sottrazione consensuale di minorenne, spianando la strada a quella di sequestro di persona. Un passaggio obbligato che purtroppo consacra le preoccupazioni della famiglia. "Non so più cosa aggiungere" - ha detto ieri la mamma di Sarah. "Ho paura per la mia bambina" - ha aggiunto Concetta Spagnolo Serrano. Sul fronte delle indagini si continua a scavare nella vita di Sarah. Si esaminano tabulati telefonici ed ora si stanno raccogliendo anche i dati dell´antenna che alle 14.42 del 26 agosto ha captato l´ultimo segnale del telefonino di Sarah. Il cellulare da quel momento è muto. <br /><br />Si stanno controllando tutti i numeri agganciati in quei minuti dallo stesso terminale. Si batte anche la pista di facebook, con i numerosi profili aperti da Sarah con la collaborazione di alcune amiche. Ai tre già conosciuti, probabilmente ne saranno aggiunti altri due sui quali si era registrata con uno pseudonimo. Sulle bacheche e sulle chat probabilmente si muoveva dalla postazione internet della biblioteca. La frequentava spesso e il bibliotecario ha detto di ricordarsi di Sarah. E di averla notata mentre navigava su facebook.<br />Per districarsi in quel dedalo di contatti è stata spedita una richiesta negli Stati Uniti, all´ufficio legale della società. Il commissario ministeriale per le persone scomparse, invece, ha messo a disposizione un contatto con Google maps per esaminare gli aggiornamenti delle foto satellitari. Mentre nel torrente delle indagini continuano ad insinuarsi veggenti e sentitivi. Conforta il contenuto di quasi tutte le loro visioni: Sarah è prigioniera, ma ancora viva.</p></span>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Sat, 04 Sep 2010 12:12:10 GMT</pubDate>
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            <title>Sara Scazzi: si profila il rapimento, un pregiudicato sotto indagine</title>
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            <description><![CDATA[<span style="color: #464646; font-family: georgia, 'palatino linotype', palatino, 'times new roman', times, serif; line-height: 17px" class="Apple-style-span"><div style="border-top-width: 1px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #f9f9f9; border-top-style: solid; border-top-color: #000000; padding: 2px; margin: 0px"><em style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"><p style="border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px">Mentre le indagini continuano con ogni mezzo, gli inquirenti fanno sapere che c’è una prima pista – di Luigi Pignalosa</p></em></div><div class="post" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 1.2em; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.25em; border-width: 0px; padding: 0px"><div id="attachment_192808" class="wp-caption alignright" style="margin-top: 5px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 10px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; float: right; width: 203px; border-width: 0px; padding: 0px"><img class="size-large wp-image-192808" src="http://www.newnotizie.it/wp-content/uploads/2010/09/Sara-Scazzi-21-193x290.jpg" border="0" width="193" height="290" /><p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 10px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-align: center; color: #000000; width: 300px; font: normal normal normal 0.7em/normal verdana, arial, sans-serif; border-width: 0px; margin: 0px" class="wp-caption-text">Sara Scazzi</p></div><p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px">Sarah Scazzi, 15 anni di Avetrana in provincia di Taranto, è scomparsa giovedì del 26 agosto. Poco dopo le indagini sono scattate. Oltre a cinquantina carabinieri che sono impiegati sul territorio da sette giorni consecutivi, c’è stata anche una partecipazione volontaria di altre forze: protezione civile, polizia provinciale di Taranto, perfino quattro guardie giurate che hanno offerto spontaneamente il loro contributo ai militari dell’Arma, ed equipaggi della polizia di Stato.</p><p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px">Le indagini sono partite consultando le celle telefoniche dalle quali gli inquirenti hanno potuto accertare che la ragazzina si trovava nei pressi della sua abitazione quando è scomparsa. Adesso è chiaro che i minuti cruciali in cui è avvenuto qualcosa che non doveva avvenire sono quelli dalle 14,30 alle 14,42. Il primo orario è quello in cui la ragazza è uscita di casa sua in via Verdi per recarsi a casa della cugina Sabrina, con la quale aveva programmato di andare a fare un bagno. Il secondo rappresenta l’orario in cui il suo cellulare ha respinto la telefonata di Sabrina che la cercava per aver conferma del suo arrivo. Da quel momento il cellulare è rimasto sempre spento.</p><p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px">In un primo momento gli inquirenti hanno lasciato aperte tutte le ipotesi, ma adesso, dopo alcuni giorni di indagine, sembra prendere sempre più piede l’ipotesi di rapimento.</p><p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 15px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px">L’ipotesi per adesso più accreditata negli ambienti investigativi sarebbe quella del rapimento: Sara, dopo esser uscita per recarsi all’appuntamento con la cugina Sabrina, sarebbe stata affiancata da una automobile sulla quale si trovavano persone che lei già conosceva e che l’avrebbero inviata a salire con un pretesto. La ragazza potrebbe aver accettato un passaggio di sua spontanea volontà cadendo così nella trappola di qualche aguzzino. Non risulta infatti che alcuno abbia sentito grida o strani rumori nella strada, all’orario della scomparsa. Per adesso c’è anche un primo sospettato, anche se non ancora indagato: si tratta di un trentenne pregiudicato noto in paese come adescatore di ragazzine.</p></div></span>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Sat, 04 Sep 2010 12:08:29 GMT</pubDate>
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            <title>Sarah Scazzi - COntinuano le ricerche</title>
            <link>http://www.magazinefb.com/primo-piano/193-sarah-scazzi-continuano-le-ricerche.html</link>
            <description><![CDATA[<span style="color: #373737; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; line-height: 20px" class="Apple-style-span"><p style="padding-top: 4px; padding-right: 5px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: left; font-size: 32px; color: #001384; line-height: 20pt; text-transform: uppercase; margin: 0px" class="FontGr"><img src="http://www.magazinefb.com/images/stories/sarah.jpg" border="2" hspace="5" vspace="5" align="left" />P</p><span>er il settimo giorno consecutivo sono iniziate le ricerche della 15enen Sarah Scazzi scomparsa ad Avetrana nel primo pomeriggio del 26 agosto scorso. I militari dell’Arma anche oggi ascolteranno i testimoni e perlustreranno campagna, vecchie cave di tufo, canali e casolari della zona in cerca di ogni possibile elemento utile alle indagini per ritrovare la ragazzina. Da ieri le ricerche sono state estese anche a ridosso delle province di Brindisi e Lecce, confinanti con il territorio di Avetrana. Investigatori, volontari e amici stanno cercando Sarah dappertutto, anche con le unità cinofile.<br /><br />Sembra più che mai lontana l’idea dell’allontanamento volontario. Ma nonostante non siano abbandonate le altre ipotesi, i carabinieri ritengono “seria”  l'ipotesi che la ragazza sia stata sequestrata, e seguono con particolare attenzione la pista che porta agli amici, un gruppo di giovani di cui lei  più piccola anche di 10 anni era considerata la "mascotte". Nelle ultime ore sono stati sentiti dagli inquirenti. Sembra possa essere coinvolto un ragazzo poco più grande di lei ma sul movente dell’ipotetico sequestro non si sbilanciano. Escludono però con certezza che si possa trattare di un rapimento a scopo estorsivo e si mostrano assai cauti sull'ipotesi di un sequestro a sfondo sessuale. <br /><br />L’ipotesi, fino a ora, più plausibile è che Sarah, appena uscita dalla sua abitazione in Via Verdi, sia stata affiancata da un’auto sulla quale si trovavano una o più persone che lei conosceva e che l’avrebbero invitata a salire a bordo con una scusa. La ragazzina avrebbe accettato e così facendo è caduta nella trappola. <br /><br />Ovviamente si tratta di una ipotesi. L'unica cosa certa in questo giallo di fine estate sembra essere l'orario della scomparsa che è compreso tra le 14.30 e le 14.42. Infatti alle 14.42 il cellulare di Sarah ha smesso di funzionare e di lei si sono perse le tracce. A quell'ora, confermano le celle telefoniche, la 15enne si trovava nei pressi della sua abitazione.<br /><br />Giacomo Scazzi, </span><span>52 anni e muratore a Milano</span><span>, papà di Sarah è ogni giorno sempre più preoccupato: «Più passano i giorni più cresce l'angoscia. Noi temiamo il peggio. Crediamo sia stata rapita da gente non di Avetrana. Ipotizzo - aggiunge - che sia stata presa con la forza e che si trovi o nelle campagne o chiusa in qualche casa. Sicuramente non si è allontanata volontariamente e non credo che avesse amici pericolosi che possano averle fatto del male». L'uomo afferma di non credere alla pista, per altro scartata dagli investigatori, che alla base del rapimento ci possa essere una questione legata a una eredità da 100mila euro che la mamma aveva ricevuto qualche tempo fa dal padre. Il papà di Sara ha detto che la figlia, quando è uscita da casa giovedì pomeriggio «non aveva con sè né soldi né documenti».</span></span>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Sat, 04 Sep 2010 11:50:10 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.magazinefb.com/primo-piano/193-sarah-scazzi-continuano-le-ricerche.html</guid>
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            <title>Sarah, si cerca possibile testimone</title>
            <link>http://www.magazinefb.com/primo-piano/192-sarah-si-cerca-possibile-testimone.html</link>
            <description><![CDATA[<span style="color: #000000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal" class="Apple-style-span"><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; color: #000000; font: normal normal normal 13px/17px Arial, Helvetica, sans-serif">I carabinieri impegnati nelle ricerche di <strong style="font-weight: bold; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Sarah Scazzi</strong>, la quindicenne di <strong style="font-weight: bold; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Avetrana</strong> di cui non si hanno notizie dal 26 agosto, stanno cercando di <strong style="font-weight: bold; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">identificare un giovane </strong>di <strong style="font-weight: bold; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Erchie</strong> (Brindisi), che potrebbe aver visto la ragazza attraversare la strada nelle vicinanze dell'abitazione della cugina, poco prima di scomparire nel nulla. Lo si è appreso da fonti investigative. L'individuazione del <strong style="font-weight: bold; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">possibile testimone</strong>, tuttavia, appare ancora difficile.</p><a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo490057.shtml#"><img class="sx" src="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/166.$plit/C_0_articolo_490057_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg" border="0" alt="Sarah, si cerca possibile testimone" width="280" height="210" /></a><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; color: #000000; font: normal normal normal 13px/17px Arial, Helvetica, sans-serif">Alle indagini stanno collaborando anche i tecnici della polizia specializzati in ricerche informatiche, che stanno esaminando i profili sul web intestati alla ragazzina scomparsa. Sono state intanto nuovamente sospese a causa del maltempo le ricerche con sommozzatori ed elicottero dei carabinieri avviate sul litorale e nei canali adiacenti al fiume Chidro.<br /><br />Proseguono, invece, le ricerche a terra in pozzi e casolari abbandonati. Gli investigatori ormai hanno tralasciato l'ipotesi della fuga volontaria della ragazzina e ipotizzano un sequestro di persona.</p></span>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Sat, 04 Sep 2010 11:45:11 GMT</pubDate>
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            <title>Morto Pietro Taricone</title>
            <link>http://www.magazinefb.com/primo-piano/191-morto-pietro-taricone.html</link>
            <description><![CDATA[<span style="color: #000000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 20px; font-size: 14px" class="Apple-style-span"><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.428em; margin-left: 0px; font-size: 1em; line-height: 1.428em; padding: 0px">&nbsp;</p><h2 style="font-size: 16px; font-weight: bold; font-style: normal; font-family: Arial, Helvetica, verdana, sans-serif; letter-spacing: 0.001em; text-transform: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; color: #595959; clear: both; line-height: 18px; background-position: 1px 0%; background-repeat: repeat no-repeat; padding: 0px; margin: 0px">Precipitato ieri a Terni, è morto dopo un lungo intervento nel tentativo di salvargli la vita</h2></span> <p>&nbsp;</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.428em; margin-left: 0px; font-size: 1em; line-height: 1.428em; padding: 0px">TERNI - 'O guerriero non ce l'ha fatta a vincere la sua battaglia più importante. Precipitato nella tarda mattinata di ieri dopo un lancio con il paracadute a Terni, Pietro Taricone, 35 anni, è morto nel cuore della notte nell'ospedale della città umbra dove i medici avevano cercato in tutti i modi di salvargli la vita con una lunghissima operazione durata oltre nove ore. Troppo gravi lesioni interne riportate. Alla testa, all'addome e agli arti inferiori, accompagnate da emorragie definite "importanti" dai medici. Per ore equipe di chirurgia generale e vascolare hanno lavorato in sala operatoria supportati da molti altri specialisti.</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.428em; margin-left: 0px; font-size: 1em; line-height: 1.428em; padding: 0px">L'intervento, cominciato ieri pomeriggio verso le 15, si era protratto ben oltre la mezzanotte. Poi Taricone è stato condotto nel reparto di rianimazione, dove però è morto verso le 2:30 a causa di improvvise complicazioni. Senza che avesse mai ripreso conoscenza dopo l'incidente. Eppure quello di ieri a Terni doveva essere per Taricone un lancio con il paracadute come tanti altri ne aveva già fatti in passato, ma per la star della prima edizione del 'Grande Fratello' qualcosa è andato storto. Cosa sia successo esattamente lo dovrà stabilire l'indagine svolta dalla polizia. Dalle testimonianze già raccolte dagli investigatori è emerso che il paracadute di Taricone si é aperto regolarmente dopo un lancio da 1.500-2.000 metri di altezza. Poi, però, un colpo di vento o una manovra errata nelle ultime fasi del volo lo hanno fatto finire a terra a una velocità ben superiore a quella prevista.</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.428em; margin-left: 0px; font-size: 1em; line-height: 1.428em; padding: 0px">Proprio l'ipotesi di un errore nelle operazioni di frenata è quella maggiormente presa in considerazione dagli investigatori della questura di Terni. Taricone, paracadutista definito "esperto" da chi lo conosce, con alle spalle centinaia di lanci, potrebbe averla ritardata eccessivamente, finendo a terra con violenza praticamente davanti agli occhi della compagna, l'attrice Kasia Smuntiak, che si era lanciata dopo di lui. E sembra che con la coppia si trovasse a Terni anche la loro figlia di sei anni, Sophie. 'O guerriero' è da tempo un habitué dell'aviosuperficie umbra che frequentava da circa un anno e mezzo e dove si era più volte lanciato con la scuola di paracadutismo 'Gordio'. Al presidente della società che gestisce l'area, Sergio Sbarzella, aveva confidato nei mesi scorsi che per lui il paracadutismo non era "solo uno sport, ma un'attività che forma l'equilibrio psico-fisico della persona".</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.428em; margin-left: 0px; font-size: 1em; line-height: 1.428em; padding: 0px">Ieri Taricone aveva raggiunto Terni per partecipare a un corso sulla sicurezza in volo di livello intermedio. Due ore di teoria poi un primo salto senza problemi. Quindi di nuovo in quota con un aereo Cesna caravan turbo elica insieme ad altri sette compagni tra i quali la moglie, che a sua volta, nei mesi scorsi, aveva avuto un incidente, sempre con il paracadute, uscendo però indenne. Taricone è saltato per primo e - ha spiegato uno degli appartenenti alla scuola Gordio - a circa mille e 200 metri si é regolarmente aperto il paracadute ad ala. A un centinaio di metri da terra l'attore doveva cominciare le operazioni per rallentare la velocità in vista dall'atterraggio che invece - ha riferito ancora chi ha assistito a quanto successo - sono state messe in atto solo a 20 metri dal suolo. Perché sia successo lo chiarirà l'inchiesta in corso. Taricone è comunque finito a terra con violenza.</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.428em; margin-left: 0px; font-size: 1em; line-height: 1.428em; padding: 0px">E' stato subito soccorso sul posto da un'ambulanza del 118 e il personale a bordo lo ha rianimato dopo un arresto cardiaco. Senza che riprendesse mai conoscenza, l'ex concorrente del Grande fratello é stato trasportato in ospedale scortato anche da una pattuglia della polizia che ha fatto da staffetta al mezzo di soccorso. La situazione è apparsa subito gravissima ai medici. Taricone aveva infatti riportato diverse fratture, traumi al cranio, al volto e al bacino. I sanitari avevano anche riscontrato un'emorragia alla testa e all'addome. E' stato quindi immediatamente operato. Poi, la morte. All'ospedale si è subito recata la compagna di Taricone, presto raggiunta dai parenti più stretti. Tutti chiusi nel più stretto silenzio. Con loro anche il sindaco ternano Leopoldo Di Girolamo, i responsabili della scuola di paracadutismo e quello dell'aviosuperficie, dove nei mesi scorsi, in diversi incidenti, erano morti altri due paracadutisti. La speranza di tutti era che Taricone riuscisse a riprendersi. E invece questa volta 'O guerriero non ce l'ha fatta a vincere la sua battaglia più importante.</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.428em; margin-left: 0px; font-size: 1em; line-height: 1.428em; padding: 0px"><strong>SALMA DELL'ATTORE IN ISTITUTO MEDICINA LEGALE TERNI </strong>- E' stata portata all'istituto di medicina legale dell'ospedale di Terni e messa a disposizione della magistratura la salma dell'attore Pietro Taricone, morto la notte scorsa per le conseguenze di una caduta dopo il lancio con il paracadute. Sarà quindi ora l'autorità giudiziaria a decidere se disporre l'autopsia. Il direttore sanitario dell'ospedale di Terni, Leonardo Bartolucci ha parlato di uno "stato di choc protrattosi per tutto il tempo" e che poi ha portato alla morte dopo un lunghissimo intervento chirurgico. Lo stesso medico ha ribadito che Taricone non ha mai ripreso conoscenza, così come sempre praticamente assente è stata la pressione arteriosa.</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.428em; margin-left: 0px; font-size: 1em; line-height: 1.428em; padding: 0px">&nbsp;</p><p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.428em; margin-left: 0px; font-size: 1em; line-height: 1.428em; padding: 0px"><img src="http://www.magazinefb.com/images/stories/0100628170902464_20100628.jpg" border="0" /> </p>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Tue, 29 Jun 2010 08:22:55 GMT</pubDate>
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            <title>La nuova chat per Facebook è quasi pronta</title>
            <link>http://www.magazinefb.com/novita/190-la-nuova-chat-per-facebook-e-quasi-pronta.html</link>
            <description><![CDATA[<div style="text-align: center"><a href="http://www.incontri.magazinefb.com/"><img src="http://www.magazinefb.com/images/stories/incontrimanifesto.jpg" border="0" width="500" /></a></div>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Mon, 21 Jun 2010 00:15:22 GMT</pubDate>
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            <title>Diventare la banca del web L'idea di Google oltre le news</title>
            <link>http://www.magazinefb.com/primo-piano/189-diventare-la-banca-del-web-lidea-di-google-oltre-le-news.html</link>
            <description><![CDATA[<span style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px" class="Apple-style-span"><h3 style="border-style: initial; border-color: initial; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; color: #00386b; line-height: 17px; border-width: 0px; padding: 0px">L'azienda di Mountain View lancerà in collaborazione con gli editori un sistema per il pagamento delle notizie su internet. L'obiettivo: diventare per l'intera internet quello che iTunes è per l'universo Apple </h3><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>ECCOLO, il nuovo asso nella manica di Google: è Newspass, un sistema di micropagamenti per i siti di notizie che permetterà in un futuro non troppo lontano - ma la data di lancio ancora non si conosce - agli utenti di accedere, attraverso Google, ai contenuti a pagamento degli editori, pagando di volta in volta per la lettura di un singolo articolo o per un abbonamento.</p><p>&nbsp;</p><p>Come anticipato ieri da Repubblica 1, e ripreso dai siti di tutto il mondo, Newspass è già in fase di test e promette di essere un'innovazione che cambierà per sempre il sistema di business dei giornali e permettera a Google di diventare - ancor più di oggi - sistema d'accesso, memoria storica e banca online del web. In pratica la versione universale dell'iTunes di Apple.</p><p>&nbsp;</p><p>Cosa c'entra iTunes? Per chi non lo conoscesse, il programma di Apple è l'unica interfaccia possibile per caricare contenuti e applicazioni sui dispositivi iPod, iPhone e iPad. Ma non è solo un programma di gestione: è anche un negozio online dove l'utente può acquistare musica, film, serie tv, libri e scaricare applicazioni. Tutto controllato, filtrato e autorizzato da Apple.</p><p>&nbsp;</p><p>Google è già oggi il principale sistema di accesso al web. Oltre al motore di ricerca, attraverso cui passa il 70% delle ricerche online, Google ha anche la posta, i video di YouTube, le foto e sistemi di editing di documenti simili a Office. E poi c'è Google News, croce e delizia degli editori: è vero che Google è una delle maggiori porte d'ingresso degli utenti ai contenuti dei siti online, ma l'azienda di Mountain View ha sempre sfruttato questa sua posizione di forza per guadagnare sui contenuti dei siti di news senza dividere con i creatori del contenuto (gli editori appunto) parte di questi guadagni. </p><p>&nbsp;</p><p>Il tutto in un mercato che vede i giornali in difficoltà alla ricerca di un modello di business sul web: dopo la fase del "sul web è tutto gratis", sono molti gli esempi di giornali sul web i cui contenuti (non le homepage) diventano a pagamento: il Times di Londra, il Sole 24 Ore in Italia. E dal 2011 toccherà anche alla 'signora in grigio', il New York Times, che ha già annunciato l'adozione di un sistema di pagamento a consumo: oltre un certo numero di pezzi letti al mese, bisognerà mettere mano al portafoglio. </p><p>&nbsp;</p><p>Così, soprattutto in Italia, negli ultimi due anni si è rafforzato il movimento degli editori anti-Google, che ha portato conseguenze anche legali: nel 2009 l'Antitrust ha aperto un'istruttoria 2 per possibile abuso di posizione dominante e, a marzo 2010, l'Autorità per la concorrenza ha indagato sulla distribuzione pubblicitaria 3 di AdSense, il sistema pubblicitario di Google. Costringendo Mountain View a rendere pubblica 4 la divisione dei ricavi.  </p><p>&nbsp;</p><p>Ora, tirando fuori dal cilindro questo coniglio chiamato Newspass, Google dimostra la sua solita lungimiranza: da una parte può chiudere il contenzioso con gli editori - non solo italiani - dividendo gli introiti relativi alle news in maniera trasparente, dall'altra rilancia e punta a diventare per il web quello che iTunes è per iPod e iPhone: un portone d'ingresso, una banca, una garanzia per gli utenti. </p><p>&nbsp;</p><p>La vera domanda diventerà così un'altra: è vero che sarà più semplice e sicuro pagare online, ma gli utenti sono davvero disposti a pagare per le notizie sul web?  Google, al pari degli editori, ci scommette. E lo fa partendo da una posizione di forza: gli oltre 100 milioni di utenti già registrati ai suoi servizi, a cui basterà fornire una carta di credito per accedere al mondo dei contenuti news a pagamento. E poi, con il tempo, potenzialmente a ogni contenuto a pagamento in rete. </p><p>&nbsp;</p><p>Facendo un salto in avanti, perché un utente registrato al sistema di pagamento di Google - di cui già usa posta e mappe e su cui compra gli articoli più interessanti da leggere - non dovrebbe usare lo stesso sistema anche per pagare un libro, un computer, un viaggio? L'unico vero competitor su questo fronte, che ha già a disposizione un sistema di single sign on (la capacità di usare un unico utente con cui accedere ad altri siti) potrebbe essere Facebook con i suoi 400 milioni di iscritti, senza però la potenza di fuoco di Big G. </p><p>&nbsp;</p><p>Senza considerare il fatto che, con Google, si potrà acquistare non solo il giornale intero come in edicola, ma anche il singolo articolo: al centro non c'è più quindi il "prodotto giornale" separato dal "prodotto sito", il primo a pagamento, il secondo gratis. I due mondi in prospettiva sono destinati a diventare uno solo.</p><p>&nbsp;</p><p>"Noi vogliamo essere partner degli editori", dice Henrique De Castro, vicepresidente di Google per i global media. Un sistema che rischia di far felici tutti: Google, editori, utenti. Anche gli utenti? Forse. Perché se da un lato potrebbero avere vita più facile grazie a quest'accordo e maggiori possibilità di scelta, dall'altro buona parte della loro vita online passerebbe attraverso Google e si rischierebbe un monopolio di fatto. Creando problemi per la privacy ed economici: si sa che i monopoli non sono mai convenienti per gli utenti finali. </p><p>&nbsp;</p><p>Insomma, come si è detto prima per Apple, tutto sarà "controllato, filtrato e autorizzato" da Mountain View. Sperando che questo non debba mai diventare un problema.</p><p>&nbsp;</p><p><img src="http://www.magazinefb.com/images/stories/logo_google.gif" border="0" /> </p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p></span>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Sun, 20 Jun 2010 00:03:58 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>Geografi: la Padania non esiste</title>
            <link>http://www.magazinefb.com/primo-piano/188-geografi-la-padania-non-esiste.html</link>
            <description><![CDATA[<span style="color: #000000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"><h2 style="font-size: 16px; font-weight: bold; font-style: normal; font-family: Arial, Helvetica, verdana, sans-serif; letter-spacing: 0.001em; text-transform: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; color: #595959; clear: both; line-height: 18px; background-position: 1px 0%; background-repeat: repeat no-repeat; padding: 0px; margin: 0px">Rapporto della societa' geografica italiana nega tesi Carroccio</h2><p>&nbsp;</p><p> <span style="line-height: 20px; font-size: 14px" class="Apple-style-span">ROMA, 17 GIU - La Padania non esiste. A bocciare la tesi fondativa della Lega Nord sono gli studiosi della Societa' geografica italiana. 'Tanto vale dirlo subito - affermano nel loro rapporto annuale, presentato a Montecitorio e dedicato quest'anno al Nord della Penisola - la Padania come spazio etno-culturale omogeneo non esiste'. Bocciata anche l'idea di una 'nazione padana': per i geografi dell'istituto la sua inesistenza 'e' ancora piu' evidente'.</span></p><p>&nbsp;</p><p><img src="http://www.magazinefb.com/images/stories/0100616140732313_20100616.jpg" border="0" /> </p></span>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Sun, 20 Jun 2010 00:01:06 GMT</pubDate>
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            <title>Riconoscono rapinatori su Facebook</title>
            <link>http://www.magazinefb.com/primo-piano/187-riconoscono-rapinatori-su-facebook.html</link>
            <description><![CDATA[<span style="color: #000000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"><h2 style="font-size: 16px; font-weight: bold; font-style: normal; font-family: Arial, Helvetica, verdana, sans-serif; letter-spacing: 0.001em; text-transform: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; color: #595959; clear: both; line-height: 18px; background-position: 1px 0%; background-repeat: repeat no-repeat; padding: 0px; margin: 0px">Vittime aggressione a Messina identificano su Internet baby gang</h2><p>&nbsp;</p><p> <span style="line-height: 20px; font-size: 14px" class="Apple-style-span">MESSINA, 18 GIU - Erano stati rapinati da una banda di bulli, ma li hanno riconosciuti su Facebook consentendo alla polizia di rintracciarli. E' accaduto a Messina dove un 18enne e 13enne sono stati denunciati per rapina in concorso con un terzo complice non ancora identificato. La baby gang era entrata in azione il 12 giugno a piazza Duomo: tre minorenni furono costretti, con minacce e schiaffi, a consegnare 35 euro. Le vittime hanno poi scoperto su Facebook le foto dei loro aggressori.</span></p><p>&nbsp;</p><p><img src="http://www.magazinefb.com/images/stories/baby_gang.jpg" border="0" /> </p></span>]]></description>
            <author> redazione@magazinefb.com (Administrator)</author>
            <pubDate>Sat, 19 Jun 2010 23:58:28 GMT</pubDate>
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